consigli scommesse calcio

Calcioscommesse 1986

Il secondo scandalo del calcioscommesse avvenuto in Italia

Analizziamolo con consigli scommesse calcio


Nel 1986 scoppiò per la seconda volta nel nostro paese uno scandalo dovuto al calcioscommesse, il primo si ebbe nel 1980 e comportò gravi penalizzazioni (ad esempio il Milan venne penalizzato con la retrocessione in serie B, fu la prima volta nella sua storia).

L'inchiesta su un giro di scommesse illegali, nacque da alcune intercettazioni telefoniche, e venne condotta da Giuseppe Marabotto, allora Procuratore di Torino.

Armando Carbone, stretto collaboratore di Italo Allodi (allora dirigente del Napoli) venne arrestato e confessò l'esistenza di un giro di scommesse nei campionati professionistici dalla Serie A alla Serie C2.

Durante gli interrogatori Dario Maraschin, allora presidente del Lanerossi Vicenza, dichiarò di aver pagato 120 milioni di lire al fine di vincere la partita contro l'Asti e lo spareggio contro il Piacenza, risultati che permisero alla sua squadra la promozione in Serie B.
Sebbene il sig. Maraschin abbia negato, dalle intercettazioni telefoniche risulta che vennero truccati anche alcuni incontri della successiva stagione in Serie B, in particolar modo quelli contro Monza e Perugia.
Il presidente del Perugia Spartaco Ghini ammise che la sua società aveva commesso illeciti sportivi.

La procura federale della FIGC deferì le seguenti società: Bari, Napoli, Udinese (Serie A); Brescia, Cagliari, Empoli, Lazio, Monza, Palermo, Perugia, Sambenedettese, Triestina, Lanerossi Vicenza (Serie B); Cavese, Foggia, Reggiana, Carrarese, Salernitana (Serie C1); Pro Vercelli (Serie C2).
Al termine dell'inchiesta vennero prosciolte: Bari, Napoli, Brescia, Empoli, Monza, Sambenedettese, Reggiana, Carrarese, Salernitana, Pro Vercelli.




Calcioscommesse 1986 - consigli scommesse calcio


 

La sentenza di primo grado della Commissione Disciplinare comportò: la retrocessione in Serie B per l'Udinese, l'esclusione dal Campionato di Serie C1 e retrocessione in Serie C2 con 5 punti di penalizzazione per il Perugia, la retrocessione in Serie C1 per la Lazio, il Lanerossi Vicenza non venne ammesso al Campionato di Serie A, a Cagliari e Palermo vennero inflitti 5 punti di penalizzazione nel Campionato 1986-87, alla Triestina vennero inflitti 1 punto di penalizzazione nel Campionato 1985-86 e 4 punti di penalizzazione nel Campionato 1986-87, la Cavese venne retrocessa in Serie C2 con 5 punti di penalizzazione, il Foggia venne retrocesso in Serie C2.

Per quanto riguarda i tesserati delle società di Serie A venne assolto Italo Allodi (direttore sportivo Napoli), vennero condannati a 5 anni con proposta di radiazione Tito Corsi (general manager Udinese e Lamberto Mazza (presidente Udinese), venne condannato ad un anno Franco Janich (direttore sportivo Bari).

Per quanto riguarda i tesserati di Serie B vennero assolti: Carlo Bura (ex tesserato Perugia), Giancarlo Piaceri (ex allenatore Perugia) e Luigi Piedimonte (dirigente Triestina).
Le condanne furono: 5 anni con proposta di radiazione per Spartaco Ghini (presidente Perugia) e Dario Maraschin (presidente Lanerossi Vicenza); 3 anni per Renzo Ulivieri (allenatore Cagliari) e Giancarlo Salvi (dirigente Lanerossi Vicenza); 4 mesi per Aldo Agroppi (allenatore Perugia), Salvatore Matta (presidente Palermo), Onofrio Schillaci (dirigente Palermo), Gastone Rizzato (direttore sportivo Lanerossi Vicenza), Costantino Rozzi (presidente Ascoli) e Giorgio Vitali (dirigente Monza).

Per quanto riguarda i tesserati della Serie C1 vennero condannati a 5 anni con proposta radiazione: Guerino Amato (presidente Cavese), Ernesto Bronzetti (general manager Foggia), Guido Magherini (dirigente R.M. Firenze). Gian Filippo Reali (dirigente Sarnico) venne condannato a 3 anni e 3 mesi.
In Serie C2 l'unico tesserato condannato fu Antonio Pigino (tesserato Pro Vercelli) a 3 anni.

Per quanto riguarda i calciatori non ne venne condannato nessuno di Serie A.
In Serie B vennero condannati: a 5 anni con proposta di radiazione Franco Cerilli (Lanerossi Vicenza), Giovanni Lorini (Monza), Maurizio Rossi (Pescara) e Claudio Vinazzani (Lazio); a 3 anni e 1 mese Giuseppe Guerini (Palermo); a 3 anni Maurizio Braghin (Triestina), Valerio Majo (Palermo), Sauro Massi (Perugia) e Maurizio Ronco (Palermo); a 2 anni Giacomo Chiellinato (Cagliari); a 5 mesi Onofrio Barone (Palermo); a 4 mesi Antonio Bagoni (Cesena), Luigi Cagni (Sambenedettese), Angiolino Gasparini (Monza), Tullio Gritti (Brescia) e Tiziano Manfrin (Sambenedettese); a un mese Silvano Benedetti (Palermo), Tebaldo Bigliardi (Palermo), Massimo Bursi (Palermo), Gianni De Biasi (Palermo), Oliviero Di Stefano (Palermo), Franco Falcetta (Palermo), Andrea Pallanch (Palermo), Claudio Pellegrini (Palermo), Mario Piga (Palermo), Michele Pintauro (Palermo) e Orazio Sorbello (Palermo).

Le condanne ai calciatori di Serie C1 furono: 5 anni a Franco Caccia (Messina); 3 anni a Mauro Melotti (Spal) e Giovanni Vavassori (Campania); 1 anno a Alfio Filosofi (Virescit Boccaleone); 3 mesi a Stefano Donetti (Martina); 1 mese a Mario Romiti (Barletta).
In Serie C2 vennero condannati a 3 anni Giovanni Bidese e a 4 mesi Mario Guidetti (entrambi della Pro Vercelli).

Il 26 agosto venne resa pubblica la sentenza d'appello, furono mitigate varie condanne.

Per quanto riguarda le società venne comminata una condanna a 9 punti di penalizzazione nel Campionato 1986-87 all'Udinese, l'esclusione dal Campionato di Serie C1 e retrocessione in Serie C2 con 2 punti di penalizzazione per il Perugia, 9 punti di penalizzazione per la Lazio, il Lanerossi Vicenza non venne ammesso al Campionato di Serie A, a Cagliari e Palermo vennero inflitti 5 punti di penalizzazione nel Campionato 1986-87, alla Triestina vennero inflitti 1 punto di penalizzazione nel Campionato 1985-86 e 4 punti di penalizzazione nel Campionato 1986-87, la Cavese venne retrocessa in Serie C2 con 5 punti di penalizzazione, il Foggia penalizzato di 5 punti nel campionato 1986-87.

Per quanto riguarda i tesserati delle società di Serie A vennero assolto Italo Allodi (direttore sportivo Napoli) e Lamberto Mazza (presidente Udinese), venne condannato a 5 anni con proposta di radiazione Tito Corsi (general manager Udinese), ed a sei mesi Franco Janich (direttore sportivo Bari).


Per quanto riguarda i tesserati di Serie B vennero assolti: Carlo Bura (ex tesserato Perugia), Giancarlo Piaceri (ex allenatore Perugia) e Luigi Piedimonte (dirigente Triestina).
Le condanne furono: 5 anni per Spartaco Ghini (presidente Perugia); 3 anni per Dario Maraschin (presidente Lanerossi Vicenza), Renzo Ulivieri (allenatore Cagliari) e Giancarlo Salvi (dirigente Lanerossi Vicenza); 4 mesi per Aldo Agroppi (allenatore Perugia), Salvatore Matta (presidente Palermo), Onofrio Schillaci (dirigente Palermo), Gastone Rizzato (direttore sportivo Lanerossi Vicenza), Costantino Rozzi (presidente Ascoli) e Giorgio Vitali (dirigente Monza).
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Per quanto riguarda i tesserati della Serie C1 vennero condannati a 5 anni con proposta radiazione: Guerino Amato (presidente Cavese), e Guido Magherini (dirigente R.M. Firenze). Gian Filippo Reali (dirigente Sarnico) venne condannato a 3 anni e 9 mesi. Ernesto Bronzetti (general manager Foggia) venne condannato a 3 anni.
In Serie C2 l'unico tesserato condannato fu Antonio Pigino (tesserato Pro Vercelli) a 3 anni.

Per quanto riguarda i calciatori non ne venne condannato nessuno di Serie A.
In Serie B vennero condannati: a 5 anni con proposta di radiazione Franco Cerilli (Lanerossi Vicenza), Giovanni Lorini (Monza), Maurizio Rossi (Pescara) e Claudio Vinazzani (Lazio); a 3 anni e 1 mese Giuseppe Guerini (Palermo); a 3 anni Maurizio Braghin (Triestina), Marco Cecilli (Palermo), Valerio Majo (Palermo), Sauro Massi (Perugia) e Maurizio Ronco (Palermo); a 2 anni Giacomo Chiellinato (Cagliari); a 5 mesi Onofrio Barone (Palermo); a 4 mesi Antonio Bagoni (Cesena), Luigi Cagni (Sambenedettese), Angiolino Gasparini (Monza), Tullio Gritti (Brescia) e Tiziano Manfrin (Sambenedettese); a un mese Silvano Benedetti (Palermo), Tebaldo Bigliardi (Palermo), Massimo Bursi (Palermo), Gianni De Biasi (Palermo), Oliviero Di Stefano (Palermo), Franco Falcetta (Palermo), Andrea Pallanch (Palermo), Claudio Pellegrini (Palermo), Mario Piga (Palermo), Michele Pintauro (Palermo) e Orazio Sorbello (Palermo).

Le condanne ai calciatori di Serie C1 furono: 5 anni a Franco Caccia (Messina); 3 anni e 4 mesi a Giovanni Vavassori (Campania); 1 anno e 6 mesi a Mauro Melotti (Spal); 6 mesi a Alfio Filosofi (Virescit Boccaleone); 3 mesi a Stefano Donetti (Martina); 1 mese a Mario Romiti (Barletta).
In Serie C2 vennero condannati a 3 anni e 3 mesi Giovanni Bidese e a 4 mesi Mario Guidetti (entrambi della Pro Vercelli).

Lo scandalo del Totonero bis del 1986 (sommato ad una deludente prestazione della nazionale italiana ai mondiali di calcio) portò alle dimissioni del presidente della FIGC Federico Sordillo e al commissariamento della Federazione.
La penalizzazione di 9 punti costò cara all'Udinese che retrocesse in Serie B, senza penalizzazione si sarebbe salvata ai danni dell'Empoli.
Il Lanerossi Vicenza, a cui era stata negata la promozione in Serie A, retrocesse in serie C1 al termine di una stagione molto negativa.

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