consigli scommesse calcio

Calcioscommesse 1980

Il primo scandalo del calcioscommesse avvenuto in Italia

Analizziamolo con consigli scommesse calcio


Il primo scandalo avvenuto nel calcio italiano a causa delle partire truccate avvenne nella stagione calcistica 1979 -1980 e venne comunemente soprannominato Totonero.

Il Totonero vide coinvolte società di Serie A (Avellino, Bologna, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Perugia, Pescara) e di Serie B (Genoa, Lecce, Palermo, Pistoiese, Teramo), oltre a giocatori e dirigenti, tutti accusati di truccare le partite del campionato attraverso scommesse clandestine.
Pescara, Juventus, Genoa, Lecce e Pistoiese furono le uniche società che vennero assolte.

Il primo marzo del 1980 venne presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, nel quale un commerciante all'ingrosso di frutta, Massimo Cruciani, denunciava di essere stato truffato.Il Cruciani, tramite un ristoratore del quale era fornitore, Alvaro Trinca, era venuto in contatto con alcuni giocatori della Lazio che lo avevano indotto a scommettere su alcune partite combinate.
Non tutti i match terminarono con il risultato concordato e il Cruciani perse centinaia di milioni di lire.
A seguito di tale esposto in data 23 marzo 1980, al termine della 24ª giornato di Serie A e della 27ª giornata si Serie B, vennero arresti sul campo da gioco, al termine delle partite disputate, i seguenti calciatori: Stefano Pellegrini (Avellino); Sergio Girardi (Genoa); Massimo Cacciatori, Bruno Giordano, Lionello Manfredonia, Giuseppe Wilson (Lazio); Claudio Merlo (Lecce); Enrico Albertosi, Giorgio Morini (Milan); Guido Magherini (Palermo); Gianfranco Casarsa, Mauro Della Martira, Luciano Zecchini (Perugia).
Altri calciatori ricevettero ordini di comparizione, fra i quali: Giuseppe Dossena, Giuseppe Savoldi (Bologna); Oscar Damiani (Napoli); Paolo Rossi (Perugia).

 


consigli scommesse calcio - titolo giornale totonero

 

 
Le immagini degli arresti divennero tristemente famose grazie alla trasmissione 90° minuto che le riprese in diretta.In data 23 dicembre 1980 tutti gli indagati vennero prosciolti dalla giustizia ordinaria perché il fatto non sussisteva. Proseguiva invece le indagini la giustizia sportiva.
 
 
 
 
 
 
 
 
Venne accertato che Giorgio Morini consegnò 20 milioni (forniti dal presidente del Milan Felice Colombo) a Fabio Trinca e Massimo Cruciani per pagarne il silenzio. Invece Paolo Rossi venne accusato di aver combinato il pareggio per il match Avellino – Perugia, giocato il 30/12/1979 e conclusosi con il risalto di 2-2.

La sentenza di primo grado della Commissione Disciplinare della Lega Nazionale Professionisti comportò la retrocessione in Serie B per il Milan; la penalizzazione di 5 punti nel Campionato 1980/81 per Avellino, Bologna e Perugia; una multa di 10 milioni con diffida per la Lazio, che venne poi retrocessa in Serie B.
V
ennero assolte Juventus e Pescara.Per quanto riguarda i tesserati delle società di Serie A: il presidente del Milan Luigi Colombo venne radiato, il presidente del Bologna Tommasso Fabbretti venne condannato ad 1 anno.Vennero assolti: Giampiero Boniperti (DS Juventus); Riccardo Sogliano (DS Bologna), Marino Perani (allenatore Bologna), Giovanni Trapattoni (allenatore Juventus), Luis Vinicio (allenatore Napoli).Per quanto riguarda i calciatori vennero radiati Enrico Albertosi (Milan), Massimo Cacciatori (Lazio), Giuseppe Wilson (Lazio).
Stefano Pellegrini (Avellino) venne condannato a 6 anni, Mauro Della Martira (Perugia) a 5 anni, Carlo Petrini (Bologna) a 3 anni e sei mesi, Giuseppe Savoldi (Bologna) a 3 anni e sei mesi, Paolo Rossi (Perugia) a 3 anni, Luciano Zecchini (Perugia) a 3 anni, Lionello Manfredonia (Lazio) 1 anno e 6 mesi, Franco Cordova (Avellino) 1 anno e 2 mesi, Piergiorgio Negrisolo (Pescara) 1 anno, Giorgio Morini (Milan) 10 mesi, Stefano Chiodi (Milan) 6 mesi, Oscar Damiani (Napoli) 4 mesi, Maurizio Montesi (Lazio) 4 mesi, Franco Colomba (Bologna) 3mesi.Vennero assolti Andrea Agostinelli (Napoli), Giancarlo Antognoni (Fiorentina) e Claudio Pellegrini (Avellino).
In serie B vennero assolte tutte le società coinvolte (Genoa, Lecce, Palermo, Pistoiese, Taranto). Venne assolto il calciatore Francesco Brignani (Palermo), mentre vennero condannati: Guido Magherini (Palermo) 1 anno e 6 mesi, Claudio Merlo (Lecce) 1 anno e sei mesi, Lionello Massimelli (Taranto) 1 anno.
 
Nel processo d'appello la CAF confermò la maggior parte delle decisioni di primo grado. Inasprì la pena per la Lazio con la retrocessione in Serie B, mentre la attenuo per Massimo Cacciatori, Enrico Albertosi e Giuseppe Wilson che non vennero più radiati, ma squalificati rispettivamente per 5, 4 e 3 anni.
In Serie B Palermo e Taranto vennero punite con 5 punti di penalizzazione.
 
La vittoria dell'Italia nel Campionato Mondiale di calcio del 1982 comportò una sorta di indulto. La FIGC ridusse la sospensione per quei calciatori che si trovavano ancora squalificati.

Nessun commento:

Posta un commento